PECCATO E LIBERTÀ. Il Cattolicesimo si deve armare con la forza che gli arriva dall’alto

Di Guy Fawkeslein. Dominus Est.

(Versión en italiano de nuestro artículo PECADO Y LIBERTAD. El Catolicismo ha de armarse de la fuerza que le viene de lo alto)

Tutti noi ci siamo incontrati in alcuna situazione che vorremmo cambiare, cioé, non piacendoci quel che viviamo, vorremmo avanzare di piú. Lo stesso succede con la vita spirituale e molto spesso dobbiamo avanzare nella nostra conversione personale.

Il Battesimo ci a liberati dal peccato e dalla nostra condizione di “uomo vecchio”. Grazie all’acqua del Battesimo siamo stati seppelliti con Cristo e ci é stata restituita la Grazia ed una Vita Nuova con Cristo.

Nonostante ció la nostra vita quotidiana potrebbe portarci a credere tutto il contrario, anche se siamo stati liberati dal peccato originale,poiché la concupiscenza ha inclinato verso il male la nostra natura.

Come interpretare questa dicotomía? Siamo noi sia giusti che peccatori? Definitivamente no, perché la Grazia e il Peccato non possono vivere insieme; essi sono come l’ acqua e l’olio.

La vita nuova si basa sulla partecipazione sacramentale al mistero della morte e risurrezione del Signore. Con il Battesimo siamo stati annessi al Suo Corpo, ragion per cui possiamo affermare che la Chiesa é il corpo mistico di Cristo e che noi, come membra del Suo Corpo, siamo le pietre del Suo Tempio.

Appunto per questo non si puó pensare che tutto ció che concerne il Corpo di Cristo non ci riguarda o che sia solamente un esempio di stimolo per la vita, no, assolutamente. Tutto ció che riguarda al corpo fisico di Cristo ripercuote nelle membra del Suo Corpo Mistico che é rappresentato dalla Chiesa in generale e da ogni Cristiano in particolare.

Osserviamo, per un momento, il glorioso Corpo di Cristo risorto che é un corpo trasformato, perché tuttavia ha le piaghe della Passione.

Con il Battesimo, ogni Cristiano riceve i doni della immortalitá e della deificazione,cioé, é partecipe della Gloria di Cristo, ma conserva anche le ferite dei chiodi,delle frustate e della lancia. Cosicché, pur essendo un Cristiano nuovo, anche cosí, é esposto all’attacco del peccato, poiché le stimmate di Cristo sono dovute ai nostri peccati, o meglio dire, Cristo é carne di peccato (cf. Rom. 8,3; 2 Cor. 5,21).

Per questo motivo i Cristiani portano le traccie del peccato e non il peso che fu cancellato.

Ragion per cui il peccato é una realtá presente e indistruttibile nella vita nuova dei rigenerati in Cristo, giacché la nostra vita é stata nuovamente creata in Cristo ed il peccato si puó evitare; perché quando si evita, secondo il Concilio diTrento (cf. Gn.4,7), si trasforma in una causa di merito per noi (Decreto sul peccato originale cap.5; paragr.V).

Questa é la forma per capire l’ apparente dicotomía esistente tra la Grazia ed il peccato e come l’ uomo non sia tanto giusto come peccatore allo stesso tempo.

Eppure c’ é un aspetto che non si puó tralasciare: il bisogno di resistere alle tentazioni del peccato, cioe’, vivere nella Grazia Divina.

Il Cristiano deve mantenere ben saldo questo desiderio nella sua vita,appoggiandosi al Salmo 26 ” il tuo volto cercheró Signore, non nascondermi il tuo volto”, o il Salmo 42 ” come la cerva cerca correnti d’acqua, cosí la mia anima ti cerca, mio Dio”.

Il Cristiano deve concentrare il suo pensiero ed il suo amore in Dio e solo in Dio.

É anche certo che per vivere avra’ bisogno delle cose materiali di questo mondo, peró esse devono essere valorate in funzione del mio cammino di santitá e di amore verso Dio e verso il mio prossimo (cf. Esercizi Spirituali di Sant’ Ignazio di Loyola,23).

Durante la cosidetta “Rivoluzione dei cadetti” avvenuta in Polonia, in Novembre del 1830 contro la dominazione Russa, il popolo Polacco innalzó uno slogan che piú che un grido di guerra fu una confessione di fede dell’anima di tutto un popolo che fino ad oggi si é mantenuto fedele alla tradizione senza esitare di resistere all’ Imperialismo Ideologico di genere e al sentimentalismo “buonista” di coloro che vogliono accellerare il fine dell’ Occidente Cristiano.

Questo slogan diceva cosi’:

Amiamo la libertá piú di qualunque altra cosa nel mondo ed amiamo la religione Cattolica piú della libertá.

Alla fine la rivolta fu soffocata dall’ esercito russo nella battaglia di Ostrolęka e successivamente nella battaglia di Varsavia. Sono trascorsi quasi 200 anni e questo slogan é ancora vigente ed illustra bene la tesi di quest’articolo.

Amare la libertá significa amare il piú bel regalo che Dio ci ha fatto, non si deve sottovalutare.

Non é una libertá politica o civile o garantizzata dagli eserciti, al contrario, é una libertá che vive nel piú profondo dell’anima. É lo spirito dell’ uomo che disfrutta di questo dono divino.

I Cattolici,oggi piú che mai,dobbiamo fare nostro questo slogan per non perdere la nostra libertá di credere, di pregare e di amare all’ Unico e Vero Dio.

Da molti fronti giungono gli attacchi alla nostra fede che minacciano la nostra libertá di rendere culto a Dio. Noi Cattolici viviamo oggi sotto dittatura, sotto la pressione dei lobby LGTB, del lobby aborto, del lobby animalista; cioé, sotto la pressione dei patrocinati dall’ agenda di Francesco – secondo di quanto dichiara Mons. Marcelo Sánchez Sorono, cancelliere dell’ Accademia Pontificia delle Scienze e delle Scienze Sociali.

Peró non é il momento di lamentarsi, questo lasciamolo ai pusillanimi.

 

In questo momento storico, il Cattolicesimo, si deve armare con la forza che gli arriva dall’Alto e tenere fede piú che mai in Dio, senza dimenticare che il nostro peggiore nemico é il peccato ed il Demonio, il suo artefice e che dobbiamo imparare a vivere con questo peso. Il peccato é la resistenza piú radicale alla via della Grazia e a una vita piena di libertá per i figli di Dio.

Vivere in Grazia di Dio significa odiare il peccato e rifiutarlo a priori per vivere nella libertá dei figli di Dio.

La libertá é un’ altra conseguenza del Battesimo.

Il peccato schiavizza la libera santitá.

La libertá di un Cristiano consiste, precisamente, nella sua relazione con Dio.

Se si mette Dio al centro della propria vita, si riesce a minimizzare tutti i legami materialistici del mondo.

Basando tutta la propria vita nel fare la volontá divina, il Cristiano, anche se da una parte sará disprezzato dal mondo,dall’ altra,otterrá benefici sulla libertá e si sará liberato dal materialismo del mondo.

Quindi dobbiamo disprezzare tutto ció che suppone un ostacolo alla libertá conquistata col Battesimo, cioé il peccato e la possibilitá di peccare nuovamente.

Mi auguro che tutti prendiamo coscienza del nostro Battesimo e che viviamo con fedeltá i doni che Dio ci ha regalato nella Nuova Vita.

Il Battesimo ci rende capaci di trasparentare Cristo nel mondo, per cui, dobbiamo pregare per chiedere la grazia di essere fedeli e coerenti con questo dono cosí meraviglioso. Cosí ameremo, non solo la  nostra libertá, peró ameremo ancor di piú la religione Cattolica che é l’ unica competente che ci indica la via per vivere nell’ autentica libertá dei figli di Dio.

 

Guy Fawkeslein.

 

[Tradotto da F.L. Dominus Est. Articolo originale]

*permessa la sua riproduzione menzionando a DominusEstBlog.wordpress.com

 

 

Anuncios

Responder

Por favor, inicia sesión con uno de estos métodos para publicar tu comentario:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

Conectando a %s

Crea un blog o un sitio web gratuitos con WordPress.com.

Subir ↑

A %d blogueros les gusta esto: